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Che cosa compri quando compri un'azione

Un'azione è una frazione del capitale di una società, quindi diventi socio e non creditore. Cosa ti spetta, e quale dei due rischi la diversificazione riduce.

Team Braino.AI24/09/2026Aggiornato il 28/10/2026

Un edificio per uffici stilizzato, in viola chiaro, con una delle finestre che si stacca dalla facciata e diventa una tessera in rilievo: è la frazione di società che l'azione rappresenta. Da quella tessera partono tre linee punteggiate verso tre cerchi — pile di monete, un'urna con una scheda che ci entra dentro, e un grafico a barre crescente — cioè i dividendi, il voto in assemblea e l'andamento del valore

Un'azione è una frazione del capitale di una società, e comprandone una diventi socio di quella società invece che suo creditore. Da quella differenza discende tutto il resto, cioè che cosa ti spetta davvero, perché il dividendo nessuno te lo deve, e quale dei due rischi che corri la diversificazione riduce e quale invece resta tutto intero.

Una frazione del capitale

A emetterla è una società per azioni, cioè una società il cui capitale sociale è diviso in azioni, e serve a raccogliere soldi che diventano appunto il suo capitale sociale. Da socio sei comproprietario di quella società per una quota piccolissima.

Alle azioni ordinarie, che sono le più comuni, spettano alcune cose. I dividendi, cioè la parte degli utili che la società decide di distribuire, se decide di distribuirli. Il voto nell'assemblea dei soci, dove si prendono le decisioni importanti. E anche il diritto di consultare determinati libri sociali e di impugnare le delibere assembleari non valide.

Come socio partecipi ai risultati dell'azienda, perdite comprese, però il rischio che ti prendi è limitato al valore delle azioni che possiedi e si ferma lì.

Socio, non creditore

È qui che l'azione si separa dall'altro grande strumento, cioè l'obbligazione.

Chi compra un'obbligazione presta denaro e diventa creditore, quindi la società è obbligata a pagargli gli eventuali interessi periodici e a restituirgli alla scadenza il valore nominale del titolo. Chi compra un'azione no. La società non ha nessun obbligo di restituirti la tua quota di patrimonio, salvo il caso in cui venga sciolta e liquidata, e di solito non ti deve nessun pagamento periodico prestabilito.

Ne discende una differenza che conviene tenere. Quando un'obbligazione prevede una cedola quella cedola è dovuta mentre il dividendo di un'azione è deciso. Un anno può arrivare e l'anno dopo la società può scegliere di tenersi gli utili dentro per investirli.

Quotate e non quotate

Un'azione è quotata quando è registrata e ammessa alla negoziazione su un mercato regolamentato, per esempio Euronext Milan, gestito da Borsa Italiana.

Essere quotata cambia due cose concrete. La prima è che si compra e si vende molto facilmente. La seconda è che il prezzo è pubblico e trasparente e riflette in ogni momento le aspettative del mercato sull'andamento della società che l'ha emessa.

Le azioni non quotate si scambiano fuori dai mercati regolamentati, su sistemi di negoziazione minori oppure per accordo diretto fra due parti, e lì il prezzo a cui riesci a comprare o a vendere può essere molto diverso dal valore delle azioni. Per comprare quelle quotate devi invece passare da una banca o da una società di intermediazione mobiliare, le SIM, o da un altro intermediario autorizzato, quasi sempre pagando una commissione.

Non sono tutte uguali

Oltre alle ordinarie, lo statuto di una società può prevedere azioni con diritti diversi sui dividendi, sul rimborso in caso di liquidazione o sul voto.

In Italia il caso più noto sono le azioni di risparmio, che danno privilegi sulla distribuzione degli utili e sul rimborso se la società viene sciolta ma non danno diritto di voto. Le azioni a voto plurimo gli statuti possono crearle nelle società non quotate, e una società quotata può mantenerle solo se le aveva già prima di quotarsi. Nelle quotate è previsto semmai il voto maggiorato, cioè più voti per azione a chi la possiede senza interruzioni per un periodo minimo fissato dallo statuto. Quanti voti e per quanto tempo lo dice lo statuto della singola società, dentro i limiti di legge.

Quante azioni esistono di una società e di che tipo sono lo dice il suo statuto, che si può consultare online o presso la Camera di commercio.

I due rischi, e quello che la diversificazione riduce

Il prezzo di un'azione può scendere sotto quello che hai pagato, e i motivi si dividono in due famiglie.

Ci sono i fattori che riguardano quella singola società, come un prodotto nuovo che non funziona o un investimento sbagliato o uno scandalo. È il rischio che si chiama idiosincratico e la diversificazione lo riduce davvero perché comprare azioni di più società in settori diversi e in paesi diversi fa sì che un disastro singolo pesi poco. Il modo semplice per farlo sono i fondi comuni e gli ETF.

E ci sono i fattori comuni a tutte le azioni, come una crisi dell'economia. Su quelli dividere il portafoglio non aiuta perché toccano insieme tutto ciò che c'è dentro, ed è la parte di rischio che resta anche in un portafoglio costruito bene.

In generale investire in azioni è più rischioso che investire in titoli di Stato o nelle obbligazioni emesse dalla stessa società, e a rischi più alti corrisponde un rendimento atteso più alto. Atteso, non promesso.

Vale infine un avvertimento. Scegliere quale strumento finanziario acquistare è una decisione importante, farlo in autonomia non è semplice, e prima di decidere conviene informarsi bene oppure rivolgersi a un consulente finanziario.

Questo contenuto ha finalità educativa e informativa. Non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Prima di scegliere uno strumento specifico, verifica le condizioni aggiornate con un professionista abilitato.

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